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Storia e tradizione

Percorsi per turisti

Guardia Piemontese

 

A Guardia Piemontese le vacanze in Calabria si vestono di cultura, grazie a un patrimonio inestimabile, fatto di storia, lingua e tradizioni. Il centro storico è integro e sospeso tra cielo mare. Il borgo fu fondato tra il XII e il XIV secolo dai VALDESI: ritenuti eretici, si spostarono dalle valli del Piemonte verso sud, per sfuggire alle persecuzioni religiose e alla miseria. La colonia fu prospera e pacifica fino al XVI secolo, e in armonia con le vicine comunità cattoliche. Ma in aria di Controriforma l’Inquisizione innescò nuove violenze, che qui culminarono nella strage del 5 giugno 1561: di essa è ancora testimone la PORTA DEL SANGUE. Di quel passato resta un tesoro prezioso: la lingua d’oc parlata ancora oggi, che fa di Guardia Piemontese l’unica comunità linguistica occitana in Calabria. Restano i costumi tradizionali custoditi nel museo e nelle case, fatti di colori sgargianti, ricami e simboli.

 

Acquappesa

La storia di Acquappesa affonda le radici nella letteratura ellenistica. Nasce come entità urbana tra la fine del 1600 e gli inizi del 1700 con il nome di “Casaletto o Casalicchio” dove Casaletto (attuale agglomerato urbano del capoluogo edificato ed abitato, appunto, tra la fine del 1600 e gli inizi del 1700) era uno dei tanti piccoli villaggi sparsi dei centri abitati della Calabria Citeriore detti casali, mentre Casalicchio era da individuarsi nell’attuale Marina, cominciata a sorgere tra il primo e il secondo decennio del 1700.

 

Entrambi sorsero su un territorio probabilmente compreso, molti secoli prima, nel circondario di Cetraro, ma mai dipeso da questo. Difatti, la parte terminale, a sud di Cetraro, di questo territorio era stata donata dal Principe Guaimaro IV alla figlia Sikelgaita, seconda moglie di Roberto il Guiscardo, come dote di nozze, avvenute tra il 1050 eil 1060. Successivamente, morto il primo marito, Sikelgaita, per spirito di religiosa liberazione, diede all’Abbazia di S. Benedetto di Montecassino il territorio cetrarese che aveva ottenuto in donazione da suo padre. I confini di detta donazione erano segnati: a Sud dal torrente Acqua putida, che, secondo il Pagano, si rifacevano all’attuale torrente Acqua-Fetida che si “immette in mare tra Acquappessa e Intavolata” e a Nord dal torrente Fiumicello. Di conseguenza, l’Acqua fetida segnava a Sud i confini di Cetraro dal territorio di Fuscaldo, essendo, quest’ultimo, preesistente a Guardia. In origine il Casaletto fu parte integrante della più antica comunità di Guardia, la quale acquistò nel 1533 dal feudo di Fuscaldo, il fondo denominato Pantana, dove erano compresi i territori non ancora abitati sui quali sorsero successivamente i Villaggi “Casaletto e Intavolata“. Questi ultimi rimasero aggregati a Guardia fino al primo trentennio del 1800.

 

Etimologia del nome

Sull'etimologia del nome di questo comune, purtroppo, vi è molta controversia, tant'è che nei registri della parrocchia di S. Maria del Rifugio, risalenti alla fine del 1600, la denominazione del luogo viene indicata in forme diverse, quali: acquae-appense, aque-apenses, aquae-appensae ed infine Acquappesa. Secondo una derivazione etimologica, desunta dal prof. Carrozzino, si deve ritenere che il toponimo è caratteristico di un sito noto nell'antichità per avere nel proprio ambito acque di tipo particolare, meritevoli di essere segnalate, in riferimento, probabilmente alle acque sulfuree, le cui sorgenti, una denominata Acqua fetida, è sita tra Acquappesa e la frazione di Intavolata; le altre alimentano il fiume Bagni.

 

Le leggende dello Scoglio della Regina

Lo Scoglio della Regina, conosciuto in tempi antichi come “Petra Majura”, è una bellezza paesaggistica tra le più rinomate nel territorio di Acquappesa e dintorni. Sito in prossimità della riva, lo scoglio è da qualche anno raggiungibile a piedi senza bagnarsi, grazie alla presenza di un collegamento direttamente dalla spiaggia. Un paesaggio davvero incantevole capace di conquistare qualsiasi turista.

Isabella di Francia ed Edoardo d’Inghilterra

Ad accrescere ancor più il fascino e il romanticismo dello Scoglio della Regina sono le tante leggende ad esso associate. Il racconto più affascinante vuole che lo scoglio sia dedicato ad una Regina che di passaggio nelle acque limitrofe allo scoglio, insieme a Suo marito, decise di fermarsi in prossimità del costone al fine di trovare riparo data l’imminente tempesta in arrivo. La Regina in questione purtroppo soffriva di sterilità ed era in viaggio proprio alla ricerca di medici capaci di guarirla da questa brutta piaga. I due sposi trovarono, quindi, riparo proprio all’interno dello scoglio. Durante la sosta la Regina decise di esplorare le zone adiacenti e così vagando per la spiaggia scopri un piccolo fiume nelle vicinanze. Si trattava proprio del fiume Bagni, le cui acque calde e pulite, indussero la Regina a fare un lungo bagno. Date le proprietà rilassanti, questa pratica fu ripetuta per tutti i giorni successivi. Fu così che la Regina scoprì di essere incinta. Felici gli sposi decisero di non abbandonare il luogo. Stando alla leggenda probabilmente si trattava di Isabella di Francia ed Edoardo d’Inghilterra, che ebbero negli anni successivi ben 4 figli. Da qui la fama delle virtù delle acque del fiume, che si protrae a tutt’oggi.

 

 

 

La Regina di Acquappesa

La seconda leggenda vuole invece che lo Scoglio sia dedicato ad una Regina del luogo, follemente innamorata del marito che, al contrario, era sempre alla ricerca di glorie da conquistare sul campo di battaglia. Un giorno il marito decise di partire per mare con un vascello, alla ricerca di un nuovo successo, e promise alla moglie di tornare presto. In particolare le disse che quando avrebbe visto una luce rossa in fondo al mare doveva rallegrarsi, in quanto quella luce avrebbe rappresentato il suo ritorno trionfale. A malincuore la Regina salutò il marito. Ogni giorno però si recava in prossimità dello Scoglio con la speranza di veder rientrare il suo Amato. Un giorno in preda alla disperazione decise di salire in cima al costone e sporgendosi alla ricerca della fatidica luce rossa, cadde nelle acque del mare. Il suo corpo non fu più ritrovato. Da allora si pensa che al tramonto del sole, quando il paesaggio regala un incantevole panorama rossastro, le anime del Re e della Regina trovano riparo nello Scoglio e le acque in loro rispetto, quietano il proprio moto.

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